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  • w94 1/3 pp. 24-28
  • “La mano di Geova” nella mia vita

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  • “La mano di Geova” nella mia vita
  • La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1994
  • Sottotitoli
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  • In predicazione fin da bambino
  • La nostra opera viene messa al bando in Canada
  • Varie fasi del servizio a tempo pieno
  • Alleviamo i nostri figli in Brasile
  • Ritorno in Canada
  • “Cercare prima il Regno”
    I Testimoni di Geova, proclamatori del Regno di Dio
  • Scelte giuste, grandi benedizioni
    La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 2007
  • Ci fu dato uno scopo nella vita
    La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1977
  • ‘Le corde per misurare sono cadute per me in luoghi piacevoli’
    La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1988
Altro
La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova 1994
w94 1/3 pp. 24-28

“La mano di Geova” nella mia vita

NARRATO DA LAWRENCE THOMPSON

UNA sera del 1946 ero seduto in macchina con mio padre a guardare le luci dell’aurora boreale che danzavano nel cielo. Parlammo della maestosità di Geova e della nostra piccolezza. Rivivemmo episodi degli anni in cui in Canada l’opera dei testimoni di Geova era al bando. Papà mi aiutò a riflettere sul modo in cui Geova aveva sostenuto e guidato il Suo popolo in quegli anni.

AVEVO solo 13 anni eppure capivo che ciò che papà diceva era vero. Mi aiutò anche a comprendere l’urgenza e la vastità dell’opera di predicazione che si doveva ancora compiere. Papà citò Numeri 11:23 e ribadì che la mano di Geova non è mai corta. Solo la nostra mancanza di fede e di fiducia in lui può limitare ciò che farà per noi. Non dimenticherò mai quel prezioso scambio di idee con mio padre.

Anche lo studio delle pubblicazioni Watch Tower, in particolare del libro Salvezza, pubblicato nel 1939, influì notevolmente sui primi anni della mia vita. Non dimenticherò mai il drammatico esempio con cui iniziava il libro: “Il treno espresso, zeppo di viaggiatori, correva alla velocità di cento miglia all’ora. Esso doveva attraversare un fiume sopra un ponte . . . Due uomini che si trovavano sulla piattaforma posteriore . . . osservarono con sorpresa e sgomento che un’arcata all’estremità del ponte era in fiamme e stava rovinando nel fiume. Essi si resero conto che si trovavano di fronte ad un estremo pericolo. Quella era una vera emergenza. Si sarebbe potuto fermare il treno in tempo utile per salvare la vita ai numerosi viaggiatori che trasportava?”

Applicando l’esempio, il libro concludeva con queste parole: “Lo stesso accade oggidì, tutte le nazioni ed i popoli della terra si trovano di fronte ad una grande emergenza. Le nazioni ed i popoli ne sono avvertiti come Iddio comanda, . . . il disastro di Harmaghedon è proprio imminente. . . . Essendo stati avvertiti, ognuno deve ora scegliere la via che desidera prendere”.

Il treno in corsa, il ponte in fiamme e l’urgenza dell’opera di predicazione rimasero impressi in modo indelebile nella mia mente.

In predicazione fin da bambino

Cominciai a partecipare all’opera di predicazione nel 1938, quando avevo cinque anni. Henry e Alice Tweed, due pionieri (ministri a tempo pieno), erano soliti portarmi con loro, e parlavamo con la gente 10-12 ore al giorno. Mi piaceva moltissimo dedicare giornate intere al servizio di Geova. Così l’anno seguente fui entusiasta quando papà e mamma mi permisero di diventare proclamatore e di fare rapporto della mia attività.

In quei primi tempi si facevano marce di informazione, camminando lungo la via principale delle cittadine con cartelli recanti slogan che smascheravano la falsa religione e annunciavano il Regno di Dio. Usavamo anche fonografi portatili per far ascoltare alle persone messaggi basati sulla Bibbia proprio sulla soglia della loro casa. Utilizzavamo dischi con i discorsi di J. F. Rutherford, presidente della Watch Tower Society, alcuni dei quali conoscevo a memoria. Posso ancora udire le sue parole: “È stato spesso detto: La religione è un laccio e una truffa!”

La nostra opera viene messa al bando in Canada

Durante la seconda guerra mondiale l’opera dei testimoni di Geova in Canada fu messa al bando, come era accaduto nella Germania nazista e in altri paesi. Perciò usavamo solo la Bibbia, ma continuavamo a svolgere la nostra opera autorizzata da Dio ubbidendo alle istruzioni bibliche. (Matteo 28:19, 20; Atti 5:29) Facemmo l’abitudine alle irruzioni della polizia nel bel mezzo delle adunanze e nelle nostre case. Diventammo anche abili nel testimoniare davanti ai giudici e nel rispondere quando venivamo controinterrogati.

Mio fratello maggiore, Jim, ed io diventammo esperti nel lanciare opuscoli sulle soglie e nelle verande delle abitazioni da veicoli in movimento. Inoltre facevamo da corrieri e, a volte, da sentinelle per coloro che attraversavano il confine per assistere alle assemblee negli Stati Uniti.

La nostra casa si trovava alla periferia di Port Arthur (ora Thunder Bay), nell’Ontario, su un terreno di circa un ettaro circondato da alberi e cespugli. Avevamo una mucca, un vitello, maiali e galline, un ottimo camuffamento per la nostra attività di assistenza ai giovani conservi cristiani ricercati perché predicavano il Regno di Dio.

Auto, camion e roulotte con a bordo giovani cristiani entravano e uscivano nottetempo dal nostro recinto. Noi davamo loro alloggio, li nascondevamo, li aiutavamo a travestirsi, li sfamavamo e poi li mandavamo per la loro strada. Mio padre e mia madre, insieme agli altri lavoratori di quei primi tempi, prestavano servizio con tutta l’anima, e questo suscitò nel mio giovane cuore il vivo desiderio di servire e amare Geova Dio.

Nell’agosto 1941 dedicai la mia vita a Geova e fui battezzato in un laghetto fra i boschi. Per l’occasione diversi di noi ci radunammo nel cuore della notte in una capanna al lume di una lampada. La polizia, che a quanto pare sospettava qualcosa, pattugliava il posto, illuminando a ogni passaggio il lago con le torce, ma non riuscì a individuarci.

Varie fasi del servizio a tempo pieno

Nel 1951 ottenni il diploma di scuola superiore e feci un viaggio di circa 1.600 chilometri per andare a servire come pioniere a Cobourg, nell’Ontario. La congregazione era piccola, e non avevo un compagno di servizio. Ricordando però che la mano di Geova non è corta, affittai una camera e imparai a cucinare. Provavo gioia nel servire Geova. L’anno seguente fui invitato a prestare servizio alla filiale della Watch Tower Society a Toronto, dove imparai molte lezioni preziose che mi raffinarono per servire ulteriormente il Regno.

Dopo aver fatto il pioniere a Toronto per più di un anno, sposai Lucy Trudeau e nell’inverno del 1954 fummo mandati a Levis, nel Quebec come pionieri. Il clima era gelido, turbe inferocite e molestie da parte della polizia incutevano timore e imparare il francese era una sfida. In tutto ciò la mano di Geova non fu mai corta, per cui, anche se attraversammo momenti difficili, ricevemmo pure molte benedizioni.

Per esempio, ci fu chiesto di controllare due navi (l’Arosa Star e l’Arosa Kulm) che la Società intendeva usare per trasportare i delegati alle grandi assemblee internazionali che si dovevano tenere in Europa nel 1955. I dirigenti delle compagnie di navigazione, ansiosi di firmare il contratto con la Società, ci mostrarono a volte ospitalità, un piacevole diversivo alle condizioni stressanti in cui si compiva all’epoca il ministero nel Quebec.

Nell’autunno del 1955 fui invitato a prestare servizio come sorvegliante viaggiante, e trascorremmo quell’inverno a visitare congregazioni sperdute nel gelido nord dell’Ontario. L’anno successivo frequentammo la Scuola di Galaad, negli Stati Uniti, dopo di che fummo mandati come missionari in Brasile.

Ci mettemmo al lavoro con grande entusiasmo nella nuova assegnazione e presto eravamo in grado di predicare e insegnare in portoghese. Agli inizi del 1957 fui di nuovo invitato a prestare servizio come sorvegliante viaggiante. Questa volta, anziché col clima gelido del Nord, dovemmo lottare con il caldo soffocante. Spesso dovevamo fermarci per toglierci dalle scarpe la sabbia rovente o tagliare della canna da zucchero per masticarla e rigenerare le forze. Ma le benedizioni non mancavano.

Nel paesino di Regente Feijó parlai al capo della polizia, il quale ordinò la chiusura dei negozi e radunò tutti gli abitanti nella piazza principale. All’ombra di un rigoglioso albero in fiore, pronunciai una conferenza biblica davanti all’intera popolazione. Oggi in quel paesino c’è una congregazione di Testimoni.

Alleviamo i nostri figli in Brasile

Quando nel 1958 Lucy rimase incinta, ci stabilimmo a Juiz de Fora come pionieri speciali. Nei successivi due anni nacquero le nostre due bambine, Susan e Kim. Furono una vera benedizione nel ministero, perché nella cittadina suscitavano curiosità. Mentre spingevamo i passeggini sull’acciottolato, la gente usciva a vederle. Dato che a Recife, appena a sud dell’equatore, c’era molto bisogno di proclamatori del Regno, ci trasferimmo in quel luogo estremamente caldo.

Nel 1961, non solo diedi una mano a organizzare il trasporto aereo dei Testimoni che andavano all’assemblea a San Paolo, ma io stesso assistei a quell’assemblea memorabile. Eravamo in volo da una ventina di minuti quando all’improvviso l’aereo cadde in picchiata, mandando i passeggeri a gambe all’aria. L’interno era irriconoscibile: i sedili sganciati dagli attacchi, i passeggeri contusi e sanguinanti. Il pilota riuscì abilmente a riprendere quota e ad atterrare senza ulteriori problemi. Nessuno di noi era così malconcio da non poter proseguire per San Paolo su un altro aereo. L’assemblea fu meravigliosa, ma promisi a me stesso che non sarei più salito su un aereo!

Tuttavia, quando dopo l’assemblea feci ritorno a casa, mi attendeva un altro incarico. Dovevo organizzare un’assemblea nel cuore della foresta a Teresina, nello stato di Piauí. Per arrivarci dovevo prendere l’aereo. Benché timoroso, accettai l’incarico, confidando nella mano di Geova.

Nel 1962, a Recife, nacque nostro figlio Greg. Pur non potendo più fare il pioniere per assolvere gli obblighi familiari, potevo esercitare un’influenza positiva sulla piccola congregazione. I bambini erano sempre felici di partecipare con noi al ministero, in quanto cercavamo di renderglielo interessante. Fin da quando avevano tre anni, tutti e tre avevano imparato a fare una presentazione alle porte. Ci eravamo imposti di non mancare mai alle adunanze e di partecipare regolarmente al servizio di campo. Anche quando un componente della famiglia era malato e un altro rimaneva a casa con lui, il resto della famiglia andava all’adunanza o partecipava al ministero di campo.

Nel corso degli anni discutemmo regolarmente in famiglia su quali scuole far frequentare ai ragazzi e sulle loro mete nella vita, per prepararli a intraprendere una carriera nell’organizzazione di Geova. Stavamo attenti a non esporli a influenze che potessero indebolirli, come la televisione. Non abbiamo avuto un televisore in casa finché i nostri figli non sono diventati adolescenti. E benché avessimo i mezzi necessari, non li abbiamo viziati con troppe cose materiali. Per esempio, comprammo un’unica bicicletta, su cui tutti e tre potevano andare a turno.

Facevamo insieme quante più cose era possibile: giocavamo a pallacanestro, facevamo nuoto, andavamo in gita e facevamo viaggi per assistere alle assemblee cristiane o per visitare case Betel in vari paesi. Questi viaggi ci davano il tempo di parlare liberamente insieme, così che Lucy ed io potevamo sapere cosa c’era nel cuore dei nostri figli. Siamo veramente grati a Geova di quei piacevoli anni!

Alla fine la salute di Lucy cominciò a risentire dei dieci anni trascorsi ai tropici. Così accettammo volentieri un altro incarico e andammo più a sud, a Curitiba, nello stato di Paraná, dove il clima è più mite.

Ritorno in Canada

Nel 1977, dopo circa 20 anni trascorsi in Brasile, Lucy ed io tornammo in Canada con i nostri figli per prenderci cura di mio padre, che era malato. Che shock culturale fu quello per la nostra famiglia! Ma non fu uno shock in senso spirituale, dato che conservammo le stesse abitudini insieme ai nostri amorevoli fratelli cristiani.

In Canada il ministero a tempo pieno divenne un’attività di famiglia, in quanto prima una figlia e poi l’altra intrapresero il ministero a tempo pieno come pioniere. Tutti noi facevamo la nostra parte per rendere possibile questa attività. Il denaro che guadagnavamo col nostro lavoro part time veniva messo in un fondo comune per mantenere la casa e le tre automobili necessarie per percorrere il nostro territorio sparso. Ogni settimana, dopo lo studio biblico familiare, parlavamo dei nostri progetti come famiglia. Grazie a queste conversazioni, ciascuno sapeva bene quali erano le nostre mete e come stavamo impiegando la nostra vita.

Anche nostro figlio Greg, come le sue sorelle maggiori, si era prefisso di iniziare il ministero a tempo pieno. Da quando aveva cinque anni aveva espresso il desiderio di lavorare nella filiale della Società, alla Betel. Non perse mai di vista quella meta e una volta finite le superiori chiese alla madre e a me: “Pensate che dovrei fare domanda per andare alla Betel?”

Benché ci dispiacesse separarci da nostro figlio, rispondemmo senza esitazione: “In nessun altro luogo sentirai la mano di Geova come alla Betel, il cuore stesso dell’organizzazione di Geova”. Tempo due mesi, partì per la Betel del Canada. Era il 1980, e da allora presta servizio lì.

Gli anni ’80 comportarono nuove sfide per Lucy e per me. Ci trovavamo al punto di partenza: eravamo rimasti in due. Susan si era sposata e faceva la pioniera con il marito, mentre sia Kim che Greg prestavano servizio alla Betel. Cosa avremmo fatto? La domanda ebbe prontamente risposta, in quanto nel 1981 fummo invitati a prestare servizio in una circoscrizione portoghese, che si estendeva per circa 2.000 chilometri in territorio canadese. Sono felice di svolgere ancora insieme a mia moglie l’opera di ministro viaggiante.

Nel frattempo Kim si è sposata, ha frequentato la Scuola di Galaad e ora presta servizio con il marito in una circoscrizione in Brasile. Susan e il marito hanno due bambini e sono ancora in Canada; il marito fa il pioniere. Anche se negli ultimi anni i componenti della nostra famiglia sono stati fisicamente lontani l’uno dall’altro a motivo dei rispettivi incarichi di servizio a tempo pieno, siamo sempre vicini in senso spirituale e col cuore.

Lucy ed io attendiamo di avere un futuro felice insieme alla nostra famiglia sulla terra purificata. (2 Pietro 3:13) Come Mosè nell’antichità, abbiamo sperimentato di persona la veracità della risposta alla domanda retorica di Numeri 11:23: “La mano di Geova si è forse accorciata? Ora vedrai se ciò che dico ti accadrà o no”. Sì, nulla può impedire a Geova di benedire i suoi servitori per il servizio che gli rendono con tutto il cuore.

[Immagine a pagina 25]

Con mia moglie Lucy

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